Il divorzio – da dove iniziare?

Il divorzio inizia molto prima del deposito del ricorso introduttivo: prende avvio da una decisione ponderata, dalla sistemazione delle questioni personali e dalla predisposizione di una strategia per il futuro. Una consulenza legale adeguata in questa fase spesso determina se l’intero procedimento si tradurrà in una ordinata riorganizzazione della vita oppure in una controversia lunga ed estenuante. Naturalmente, non sempre il divorzio è un processo che può essere pianificato in anticipo. Talvolta sono eventi attuali e imprevedibili a indurci a intraprendere questo percorso. Per questo motivo, indipendentemente dal fatto che la decisione sia stata presa con calma o in modo improvviso, è naturale porsi una domanda fondamentale: da dove iniziare questo processo complesso?

Sei davvero certo/a di voler divorziare?

La decisione di divorziare è una delle più gravose sotto il profilo emotivo ed esistenziale; pertanto, è opportuno accertarsi che non sia il risultato di una crisi momentanea. Il tribunale pronuncerà il divorzio solo qualora sia accertata la cessazione totale e definitiva della comunione coniugale, ossia la concreta dissoluzione dei legami affettivi, fisici ed economici tra i coniugi (nel corso dell’udienza il giudice vi chiederà, tra l’altro, se vi amate ancora, se sussistono rapporti intimi e se conducete una gestione domestica comune).

Nella pratica, prima di assumere una decisione definitiva, è consigliabile:

  • dialogare serenamente con il coniuge, se ciò è ancora possibile;

  • valutare il ricorso alla mediazione o al supporto di uno psicologo o psicoterapeuta, soprattutto in presenza di figli comuni;

  • individuare e gerarchizzare le proprie priorità: tutela dei figli, stabilità finanziaria, esigenza di serenità, volontà di porre fine al conflitto.

Il primo appuntamento con l’avvocato

Dal punto di vista giuridico, il primo passo concreto verso il divorzio dovrebbe essere una consulenza presso uno studio legale, e non la redazione immediata del ricorso. In tale sede è possibile, in un contesto riservato e rispettoso anche delle forti componenti emotive, analizzare diversi scenari, inclusi quelli che prevedono, ad esempio, una separazione temporanea o un tentativo di accordo.

È opportuno prepararsi al colloquio fornendo:

  • una sintesi della storia del rapporto coniugale e l’indicazione del momento in cui, a tuo avviso, il matrimonio si è di fatto disgregato;

  • informazioni sulla situazione dei figli: età, stato di salute, modalità di cura fino ad oggi e grado di coinvolgimento di ciascun genitore;

  • un quadro generale della situazione patrimoniale: abitazione o immobile, mutui, risparmi, attività imprenditoriali, beni mobili di maggiore valore.

Durante l’incontro, l’avvocato ti illustrerà, tra l’altro:

  • se nella tua situazione sia realistico un divorzio senza addebito di colpa oppure se sia opportuno valutare la richiesta di accertamento della responsabilità di uno dei coniugi;

  • quali soluzioni siano possibili in materia di responsabilità genitoriale, diritto di visita e mantenimento dei figli;

  • se sia necessario presentare fin dall’inizio istanze cautelari o provvedimenti provvisori (ad esempio per il mantenimento o i contatti con i figli).

Cosa valutare prima di depositare il ricorso

Prima di decidere di procedere con la redazione del ricorso per divorzio, è utile chiarire internamente alcune questioni fondamentali. Ciò agevola la strategia processuale e contribuisce a ridurre il livello di stress.

Le principali domande a cui rispondere sono:

  • Responsabilità per la crisi coniugale: desideri che venga accertata la colpa oppure preferisci un divorzio più rapido senza addebito, anche a costo di rinunciare a parte delle pretese (il divorzio senza accertamento di colpa è, di norma, più veloce, meno oneroso sotto il profilo probatorio e meno stressante);

  • Figli: con quale genitore dovrebbero convivere stabilmente, come organizzare i rapporti con l’altro genitore e quale assegno di mantenimento sia realistico e adeguato;

  • Abitazione: chi dovrà rimanere nella casa coniugale, se si ammette la vendita dell’immobile o la liquidazione della quota;

  • Patrimonio: se la divisione dei beni debba avvenire nel procedimento di divorzio o in un giudizio separato (con tempi e costi differenti).

È inoltre opportuno iniziare a raccogliere documenti e mezzi di prova rilevanti per la causa: contratti, estratti conto bancari, corrispondenza, ricevute, documentazione medica o i dati di potenziali testimoni.

Vale anche la pena valutare se formulare fin da subito, nel ricorso per divorzio, la domanda di divisione della comunione dei beni. I tribunali che si occupano di divorzio non sempre accolgono favorevolmente tali richieste; le questioni patrimoniali possono essere regolate in un procedimento autonomo successivo alla pronuncia del divorzio.

Il primo passo formale: il ricorso per divorzio

Sotto il profilo strettamente formale, il procedimento di divorzio ha inizio con il deposito del ricorso presso il tribunale competente in base all’ultimo luogo di residenza comune dei coniugi o al luogo di residenza del convenuto. Il ricorso deve soddisfare i requisiti formali dell’atto introduttivo e contenere tutte le domande che si chiede al giudice di decidere.

In genere, il ricorso per divorzio include:

  • la domanda di scioglimento del matrimonio, con o senza accertamento di colpa, eventualmente con l’indicazione del coniuge responsabile;

  • le istanze relative ai figli: collocamento, responsabilità genitoriale, diritto di visita e mantenimento;

  • eventuali domande di assegno di mantenimento tra coniugi e di regolamentazione dell’uso dell’abitazione coniugale;

  • la richiesta di divisione del patrimonio comune, qualora le circostanze lo consentano.

Al ricorso devono essere allegati, tra l’altro:

  • l’estratto per riassunto dell’atto di matrimonio e, in presenza di figli minorenni, gli estratti degli atti di nascita;

  • documenti attestanti i redditi, le spese di mantenimento e eventuali convenzioni patrimoniali tra i coniugi.

Un ricorso redatto in modo professionale consente di strutturare l’intera vicenda sin dall’inizio e spesso aiuta a evitare conflitti inutili nel corso del procedimento.

Aspetti da curare parallelamente: emozioni, figli, finanze

Il procedimento di divorzio non è solo una questione procedurale, ma un processo che incide su ogni ambito della vita. Un avvio ben pianificato può prevenire molte tensioni future.

È consigliabile, parallelamente:

  • organizzare un adeguato supporto emotivo (psicologo, gruppi di sostegno, persone fidate) per evitare di riversare il conflitto sui figli;

  • preparare i figli ai cambiamenti in modo adeguato alla loro età, senza coinvolgerli in conflitti di lealtà;

  • mettere in sicurezza le principali questioni finanziarie: verifica dei contratti di mutuo, delle spese correnti, dei conti bancari, degli accessi a password e documenti rilevanti.

Se stai valutando il divorzio e necessiti di un’analisi individuale della tua situazione, un incontro presso lo studio legale può rivelarsi particolarmente utile. In tale sede potremo esaminare con calma le tue opzioni, i rischi e i passi successivi, adeguandoli alle concrete circostanze del caso. Ti garantiamo riservatezza, sicurezza e comprensione, oltre a buon senso, correttezza, competenza professionale e pieno impegno nella tutela dei tuoi interessi. Almeno per la durata del procedimento di divorzio, puoi affidare all’avvocato una parte del peso di questa situazione e ottenere un supporto professionale qualificato.

Contattateci: sekretariat@goralskarozek.pl